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Lo sci alpino

Una sfida con se stessi e con la natura : i pro e i contro dello sci alpino

Praticare lo sci alpino significa assistere a scenari limpidissimi, respirare un'aria leggera e pungente, giocare con il proprio senso dell'equilibrio, sfruttare la forza di gravità per dosare la velocità a proprio piacimento.

Il normale terreno su cui si appoggiano i piedi è trasformato dalla neve in un qualcosa che ci scorre incontro rapidamente, che bisogna valutare, assecondare e dominare contemporaneamente, pena la possibilità di una caduta che non sempre risulta innocua.

Questo senso del pericolo , più o meno sempre presente, offre il gusto di una sfida continua con se stessi e con la natura.

Queste componenti sono quelle che danno fascino allo sci alpino, ma ve ne sono altre, ancora più importanti, che offrono importanti vantaggi per la salute.

Innanzitutto, se non ci sono controindicazioni particolari, il clima di montagna è sempre tonificante perché stimola il sistema neurovegetativo: ne godono in maniera benefica l'apparato respiratorio, la frequenza cardiaca, la composizione del sangue, il meccanismo di termoregolazione corporeo, il metabolismo e il sistema nervoso.

Tutti questi benefici si hanno però se l'organismo ha il tempo di acclimatarsi e quindi, in pratica, se il soggiorno in montagna non si riduce ad una sola e striminzita giornata.

La pratica dello sci, inoltre, obbliga a mettere in funzione non solo muscoli ed articolazioni normalmente poco sollecitati, ma anche i riflessi, il senso dell'equilibrio e la capacità di coordinazione.

Tutto ciò  richiede ovviamente un'efficienza psicofisica complessiva e può tradursi in salute con un minimo di preparazione atletica di base, oltre ad una specifica attitudine ad adeguare il fisico alle prestazioni che dovrà offrire sui campi di neve. Solo così sè possibile raggiungere quella sicurezza psicofisica necessaria ad evitare rischi inutili.

Possiamo dire quindi che, lo sci alpino, più che mantenere in buona forma fisica, richiede una buona forma fisica per essere praticato !

Per quanto riguarda i requisiti necessari per praticare lo sci alpino, bisogna dire che i bambini hanno una predisposizione naturale alla pratica dello sci.

In molte stazioni invernali esistono infatti dei veri e propri giardini sciistici per l'infanzia nei quali anche i più piccoli imparano a giocare sulla neve con gli scii ai piedi.

Soltanto verso i sei anni però i bambini raggiungono l'età ideale per vivere lo sci non solo in maniera ludica, ma come vero e proprio sport.

E' dimostrato infatti che, solo a partire dai sei anni, è possibile raggiungere gradualmente e con facilità una maturità psicofisica e tecnica che permetta d'imparare rapidamente a sciare correttamente e senza pericoli (ovviamente con l'assistenza di un istruttore).

Per quanto riguarda l'età in cui è consigliabile smettere di praticare lo sci alpino è invece difficile da definire perché, come sempre, varia notevolmente da persona a persona.

La cosa più saggia è imparare a capire quando le proprie reazioni fisiche e psicofisiche allo sci sono tali per cui si rischia di farsi male.

Quando si arriva a questo punto, bisogna decidere se smettere o passare allo sci da fondo.

Questo discorso vale ovviamente per chi scia da sempre.

Per coloro che hanno intenzione di avvicinarsi a questo sport partendo da zero, il limite di età si abbassa considerevolmente in quanto i riflessi, la coordinazione muscolare ed il senso dell'equilibrio diminuiscono in maniera considerevole e pertanto imparare diventa difficile e spesso  privo di soddisfazioni.

Per quanto riguarda il sesso, uomini e donne possono trarre dallo sci alpino le medesime soddisfazioni, a meno che non si confrontino in campo agonistico in quanto, a questo livello, gli uomini sono avantaggiati da una maggiore potenza muscolare, alla quale le donne, possono al massimo contrapporre un baricentro più basso.

Nello sci alpino, più che la potenza muscolare vera e propria ha importanza la prontezza di riflessi che deriva da una buona correlazione tra attività muscolare ed attività nervosa e quindi, a chi è particolarmente scoordinato, per poter ottenere delle soddisfazioni, è sicuramente consigliabile un altro sport.

Lo sci è uno dei pochi sport in cui, chi è di bassa statura, ha le migliori possibilità di riuscita, specie nello slalom; questo perché, chi è piccolo di statura ha il  centro di gravità del corpo più basso della media , elemento che favorisce l'equilibrio, per cui, la maggiore stabilità,  si traduce in una velocità più elevata.

L'integrità cardiovascolare è la condizione indispensabile per praticare lo sci alpino; chi soffre di alterazioni organiche di una certa entità (vizi cardiaci e pressione del sangue molto elevata), dovrebbe evitare questo sport in quanto, l'apparato cardiovascolare, non solo deve reggere le conseguenze di un intenso sforzo fisico, ma anche quelle delle particolari condizioni ambientali.

Infatti, con l'aumentare dell'altitudine , diminuisce la pressione atmosferica e l'aria diventa più rarefatta e più povera di ossigeno.

Pertanto, con queste condizioni ambientali, l'organismo deve compensare la carenza di ossigeno e addirittura fornire il sovrappiù necessario alla pratica dello sport con il risultato che, ogni sforzo, viene a costare di più.

Inoltre, lo sci alpino, obbliga a sopportate notevoli sbalzi di quota : ci sono infatti sciatori che, a forza di salire e ridiscendere, fanno ogni giorno quattro o cinquemila metri di dislivello.

Questi continui sbalzi di quota provocano altrettanti sbalzi di pressione che, da un individuo sano vengono assorbiti con la massima facilità, ma che, in chi presenta delle alterazioni organiche o delle problematiche, possono provocare danni anche piuttosto gravi.

L'altra condizione indispensabile è quella di non soffrire di malattie che possano portare a perdite anche brevissime della conoscenza (come ad esempio l'epilessia): cadere infatti in piena velocità senza poter "guidare" in alcun modo la caduta, può portare a conseguenze gravissime.

Al di là di queste controindicazioni, che sono tassative, ne esistono altre che rendono lo sci alpino uno sport sconsigliabile; in particolare i disturbi alla schiena e la fragilità dei legamenti perché entrambi sono sempre molto sollecitati dallo sci, e la sollecitazione aumenta con l'aumentare della velocità.

E' bene sapere e ricordare che, lo sci alpino, a causa della velocità che comporta, è uno sport pericoloso.

Per questo è necessario affrontare le piste con grande senso di responsabilità, al fine di evitare incidenti pericolosi per sé e per gli altri.

Gli incidenti sugli sci, colpiscono con maggior frequenza i ragazzi tra i 15 ed i 25 anni molto probabilmente perché, in questa fascia di età, l'eccessiva sicurezza in se stessi e la voglia di mettersi alla prova, sono nettamente superiori al buon senso.

Per lo sciatore che non fa agonismo, non esistono lesioni tipiche da sci, per il fatto che è possibile che si fratturi qualunque punto delle gambe o delle braccia.

Una volta, quando gli scrponi erano bassi e flessibili, le prime a fratturarsi erano le ossa del metatarso ed il perone; oggi, con gli scarponi che fanno blocco unico con la caviglia, è più facile che si rompa la tibia o il ginocchio.

Sono frequenti anche le lesioni del menisco e dei legamenti, così come le distorsioni del ginocchio, le lussazioni della spalla e le fratture delle mani.

E' possibile che si verifichino anche incidenti con conseguenze gravissime, come quelle che interessano il cranio o la colonna vertebrale.

A parte il rischio di cadute e di traumi, lo sci alpino presenta altre caratteristiche non del tutto positive:

1) è uno sport stagionale

2) è uno sport piuttosto costoso ( costo del soggiorno in montagna, costo dell'attrezzatura, costo  degli impianti di risalita e, all'inizio, costo delle lezioni)

Imparare a sciare è facile e divertente, a patto che lo si faccia sotto la guida attenta di un maestro di sci.

I movimenti infatti non sono per niente istintivi e, tenere sotto controllo gli sci, non è facile come sembra.

Nello sci, oltre alla tecnica, è indispensabile anche un minimo di preparazione atletica perché la muscolatura deve essere preparata agli sforzi.

Per rimediare ad un lungo periodo di inattività, è indispensabile cominciare un paio di mesi prima con un po' di corsa per sciogliere le gambe e fare fiato, ed un po' di ginnastica specifica per migliorare la mobilità articolare, rinforzare i legamenti, potenziare i muscoli e rendere più flessibile la colonna vertebrale.